venerdì 3 luglio 2015

... I GATTI PORTANO LA TOXOPLASMOSI

come ogni anno torna alla ribalta sui giornali e sulle televisioni il problema della toxoplasmosi, con i soliti detrattori ed accusatori che si scontrano, con i soliti articoli sensazionalistici che accusano e stigmatizzano, con la solita informazione disinformata che non dice nulla di concreto, ma spara solo a zero, senza approfondire le informazioni importanti.
vediamo allor ai dare una informazione completa su cosa è dove si trova e come evitarla.
la toxoplasmosi è una zoonosi, cioè una malattia a trasmissione animale, causata da un microorganismo dal nome di Toxoplasma Gondii, il cui ciclo vitale è molto complesso e differisce a seconda dell'ospite che lo porta all'interno delle proprie cellule. ha la capacità di infettare un grandissimo numero di animali, dagli uccelli ai rettili ai mammiferi, e si trasferisce mediante l'alimentazione. oltre che nella carne degli animali infetti, il microrganismo del Toxoplasma si può trovare anche nelle feci e nel terreno in cui l'animale infetto ha defecato.
il soggetto che dovesse essere infettato e contrae una toxoplasmosi si autoimmunizza per il resto della vita producendo anticorpi e linfociti specifici.
la risposta all'infezione dell'organismo, determina la seconda fase detta postsecondaria, in cui, scompaiono i segni clinici dell'infezione acuta ma il parassita può incistarsi nel muscoli e nel cervello del soggetto infetto. quando le difese immunitarie dovessero scendere per malattia o per cure, il microorganismo può tornare attivo e tornare a fare danni.
è particolarmente grave il contrarre una toxoplasmosi in gravidanza dato che l'infezione può passare al bambino attraverso la placenta provocando in particolari circostanze malformazioni, aborto o la morte nell'utero.
allo stato attuale non esiste un vaccino contro la toxoplasmosi ma esistono una serie di comportamenti e di pratiche igieniche che possono benissimo provvedere all'eliminazione del rischio di infezione.
uno studio condotto in Europa da vari centri medici, compresi due italiani, è stato pubblicato sul British Medical Journal del 2000 ed indica tra le prime cause dell'infezione delle donne in gravidanza il consumo da parte della madre di carne poco cotta. è quindi necessario evitare di assaggiare la carne mentre la si stà cuocendo, lavarsi accuratamente le mani mentre la si prepara e dopo averla toccata, e non portarsi le mani alla bocca senza averle lavate con acqua corrente quando la si sta maneggiando.
lo stesso studio individua una causa altrettanto importante nel maneggio di terra di orti e giardini in cui animali infetti possano aver defecato. è quindi bene lavarsi molto bene le mani dopo aver lavorato in giardino e non toccarsi la bocca o la mucosa degli occhi. stessa cura va data al lavaggio di vegetali ed ortaggi o frutta fresca, usando abbondante acqua corrente.
nel caso la donna venisse contagiata durante la gravidanza si può bloccare la trasmissione dell'infezione con trattamento antibiotico, quale la spiromicina, che viene ben tollerato sia dalla madre che dal feto. purtroppo studi recenti hanno messo in evidenza la difficoltà di produrre una stima dell'efficacia della terapia a causa della scarsezza degli studi randomizzati confrontabili.. un solo studio multicentrico ha proposto l'uso combinato di due antibiotici per impedire la comparsa di postumi fino all'anno di vita, nel caso che la trasmissione sia comprovata dall'amniocentesi.
nel caso in cui la malattia sia stata curata troppo tardi o il trattamento non sia stato adeguato, in bambino potrebbe mostrare la malattia già grave alla nascita.
al giorno d'oggi, con i tipi di trattamento presenti, almeno il 90% dei bambini affetti da toxoplasmosi congenita nasce senza sintomi evidenti e risulta negativo alle visite pediatriche, e solo con visite più raffinate si possono rilevare eventuali presenze di piccole anomalie a carico dell'occhio o dell'encefalo.
ma allora che centrano i gatti? perché una delle prime cose che si sentono dire di solito è che è meglio allontanare i gatti dalle case in cui risiedono delle donne in gravidanza.
questo perché si accusa l'animale di essere un cacciatore che si nutre di prede vive, e che così facendo è portatore della malattia di cui può infettare la donna.
ma negli ultimi anni studi hanno confermato che l'attenzione sui gatti come portatore della malattia , specie se si tratta di animale domestico, alimentato con prodotti industriali, abituato a defecare nella lettiera, mantenuta pulita giornalmente, come dovrebbe essere (le cisti del parassita si aprono dopo tre giorni di incubazione a temperatura ambiente) è assolutamente da ridimensionare se non da evitare come allarmismo inutile. tanto più che basta prendere le dovute precauzioni igieniche nell'occuparsi dell'igiene dell'animale per evitare il rischio di infezione, nel caso che l'animale sia infetto, ma un gatto che sia casalingo e non esca mai, molto difficilmente avrà mai contratto la malattia.
ed inoltre è molto più facile che sia il cane, tra gli animali casalinghi, quello che potrebbe portare l'infezione in casa, visto che è lui l'animale che esce ogni giorno, e che tende a mangiare quello che trova da terra, compresi piccoli animaletti morti che potrebbe incontrare nella passeggiata (ricordiamo che i cani in alcune situazioni sono anche coprofagi).
il vero serbatoio della toxoplasmosi tra ì gatti è rappresentato dal gatto randagio, che si infetta cacciando uccelli e topi contaminati e che possono defecare in zone frequentate del terreno rilasciando il microorganismo anche per settimane.
Evitiamo quindi di farci prendere da panici assurdi nello scoprire di essere in dolce attesa, e di liberarci di un fedele animale che ci ha fatto compagnia per anni senza problemi. basta prestare la dovuta attenzione alla propria igiene sempre e comunque, cosa che comunque dovrebbe essere fatta anche al di la della gravidanza.
Siate curiosi e non lasciatevi abbindolate: stay allert, stay tuned

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